Amnesty International, Ai Weiwei e Odyssey

Palermo vive giorni da capitale dell’arte contemporanea.
In attesa di Manifesta, la biennale d’arte itinerante, continua la programmazione di mostre di arte contemporanea all’interno dello spazio Zac ai Cantieri Culturali alla Zisa.
È aperta al pubblico dal 23 aprile al 20 giugno, Odyssey, l’installazione realizzata da Ai Weiwei, promossa da Amnesty International e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo. L’organizzazione è di ruber.contemporanea, in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Palermo | dICODA Dipartimento di Comunicazione e didattica dell’Arte, che interessa l’intera superficie del capannone di circa mille e seicento metri quadrati.

 
 
 
 

Palermo capitale dei diritti umani con Amnesty International

Ai Weiwei. Odyssey il diario
 
Palermo apre le porte ai diritti umani. L’occasione è Diritti in cantiere, l’evento promosso da Amnesty International per affrontare i principali temi, locali e internazionali, legati alla lotta per la difesa dei diritti umani, in particolare quelli dei migranti e dei rifugiati.
Una ricca serie di iniziative culturali ed educative che hanno visto centinaia di soci di Amnesty International provenienti da tutte le regioni italiane unirsi alla cittadinanza per partecipare ad incontri, dibattiti, formazioni, concerti, proiezioni di film sui temi dell’accoglienza e della migrazione.

Protagonisti assoluti sono stati i diritti umani violati. A parlarne il direttore di Amnesty International Gianni Rufini, che il 22 aprile ha ripercorso nel suo intervento le principali crisi umanitarie dagli anni ’90 ad oggi.
Dal 23 al 25 aprile, Palermo ha inoltre ospitato la XXXII Assemblea generale di Amnesty International Italia, il massimo momento deliberativo dell’Organizzazione per la tutela dei diritti umani, che ha scelto quest’anno la Sicilia, approdo mediterraneo, sede d’incontro e di scambio tra popolazioni, lingue e culture millenarie diverse, per la cornice dei propri messaggi in favore dei diritti umani.

Amnesty International è un movimento di oltre sette milioni di persone determinate a creare un mondo più giusto in cui ogni persona possa godere dei diritti umani sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani. Fondata nel 1961 dall’avvocato inglese Peter Benenson e insignita del Premio Nobel per la pace nel 1977, Amnesty International conta oggi soci, sostenitori e donatori in più di 150 paesi nel mondo eha contribuito a ridare libertà e dignità, in 50 anni di attività, a oltre 50.000 persone, salvando tre vite al giorno.

 
 
 
 

Odyssey. Il progetto

Ai Weiwei. Odyssey il diario
 
Poeti e artisti, attraverso parole e immagini, fin dall’antichità hanno cantato le eroiche gesta di valorosi uomini in guerra, battaglie epocali a cavallo tra storia e mito, esodi di popoli alla ricerca di una terra promessa.
Ai Weiwei approda a Palermo con un’opera colossale, nel titolo, nelle dimensioni e nel contenuto, raccontando gli orrori della guerra e la tragedia dell’immigrazione.

Ai Weiwei ha lavorato oltre sei mesi alla realizzazione di questo immenso monumento alla migrazione e alla tragedia dei rifugiati. Lo ha fatto in un contesto, quello dei nostri giorni, in cui tale tema è tristemente prioritario nel Mediterraneo e nel resto del globo, e lo ha fatto nella città che, con la Carta di Palermo, ha fatto del tema del diritto internazionale alla mobilità umana la cartina di tornasole del proprio modello di sviluppo.

Le immagini e lo stile utilizzato, trasformano il tema e la sua cronaca in un grande affresco epico. La ricerca in cui tale opera è stata sviluppata si è infatti estesa sino alla civiltà egizia e greca attraverso un’indagine attenta che analizza la cornice storica, politica e sociale in cui la crisi dei rifugiati si sviluppa.
A centro dell’opera, una citazione del più antico poema epico della storia, Gilgamesh, ci ricorda quanto l’accoglienza sia la legge non scritta della nostra civiltà, un imperativo etico e morale ma al contempo la cifra del nostro essere umani.

 

Mostra ospitalità agli stranieri.
Perchè non è un solo modo per provare ad immaginare
che cosa abbiano dovuto attraversare,
ma un modo per avere la volontà di usare
sufficente coraggio per agire.

 
Visivamente l’ex hangar è dominato da motivi decorativi, secondo stilemi ispirati alla pittura vascolare greca, alla tradizione romana del rilievo storico narrativo, alla stilizzazione grafica dell’arte egizia, cita la Pietà di Michelangelo e strizza l’occhio alla graphic novel, in contrasto con la raccolta di immagini crude, tratte dai social media, o da scatti realizzati dallo stesso artista nel corso delle sue visite ai campi profughi di diversi Paesi, tra cui Grecia, Turchia, Libano, Giordania, Israele, Gaza, Kenya, Afghanistan, Iraq, Pakistan, Bangladesh, Messico.

 

Un progetto di ricerca che ha radici profonde come spiega lo stesso artista:

Ho pensato alla mia esperienza come rifugiato. Quando sono nato, mio padre, Ai Qing, è stato denunciato come nemico del partito e del popolo. Siamo stati mandati in un campo di lavoro in una regione remota lontano da casa […] È un’esperienza terribile essere considerato straniero nel tuo paese, nemico della tua gente e delle cose che più mio padre amava.

(Laundromat, Jeffrey Deitch, New York, 2016).

 
 
 
 

Odyssey. La più grande istallazione a pavimento mai realizzata

Ai Weiwei. Odyssey il diario
 
Ai Weiwei è riuscito a stravolgere il punto di vista del visitatore quasi da disorientarlo.
Mille e seicento metri quadri di pavimentazione industriale diventano “l’Opera d’Arte”, non solo da osservare come si farebbe in una qualsiasi mostra d’arte, ma da vivere: i visitatori infatti, calpestando a piedi nudi la pavimentazione, hanno modo di sperimentare una nuova percezione di un’opera.
L’opera, interamente in bianco e nero, percorre la lunga navata con due pattern disposti su 13 file speculari tra loro, divise al centro da un susseguirsi di citazioni tratte da autori che corrono lungo i secoli, per un totale di 27 file.
Il pattern è composto da 7 moduli moltiplicati secondo una logica ben precisa dettata dall’artista di tale precisione che, nonostante le sorprendenti dimensioni dell’opera, non è stata prevista alcuna abbondanza o linea di rifilo. In pratica nessuna tolleranza. Il concetto infatti è stato quello, non di rivestire una pavimentazione ma di realizzarla.
Il visitatore in questo modo si sente immerso nell’opera non percependone i confini ma avendo allo stesso tempo, a prescindere dalla sua posizione nello spazio, la totale visione.

 
 
 
 

Ai Weiwei

AI WEIWEI A PALERMO PER AMNESTY INTERNATIONAL CON ODYSSEY
 

È stato definito “il più potente artista nel mondo” e “un’icona contemporanea di resistenza”.
Ha raggiunto un livello quasi senza precedenti di fama internazionale, sia per il suo potente lavoro che per la sua sovversiva critica politica.

Ai Weiwei, artista concettuale si posiziona dentro e fuori del suo studio di Pechino come un arbitro culturale.
Costretto da un senso di coscienza sociale, la sua pratica artistica si estende su molti ruoli: da regista a fotografo, scrittore, editore, curatore e architetto.
Come erede di Marcel Duchamp e Andy Warhol, ma scavando in profondità nel patrimonio cinese, si muove liberamente tra una varietà di linguaggi formali. Nel riciclaggio di materiali storici, carichi di significato, Ai distilla l’estetica antica e moderna in opere di recupero o di iconoclastia.
Commissioni pubbliche, come portare 1.001 cittadini cinesi alla piccola città tedesca di Kassel per Documenta 12< (Fairytale, 2007), o il versamento di centinaia di milioni di semi di porcellana fatti a mano nella Turbine Hall della Tate (Sunflower seeds, 2010), sono gesti audaci per attrarre l’attenzione mondiale.
Ai è uno dei principali personaggi della cultura della sua generazione e visualizza costantemente grande coraggio nel porre se stesso al rischio di influenzare il cambiamento sociale attraverso la sua arte. È da esempio per la legittima critica sociale e la libera espressione sia in Cina che a livello internazionale.
Irruente cantore della storia umana contemporanea, ha raggiunto un livello quasi senza precedenti di fama internazionale per un artista – tanto per il suo status di eminente critico del regime autoritario della Cina quanto per il suo potente lavoro che mescola storia cinese e artigianato, con la dura politica e il linguaggio formale dell’arte contemporanea.
Ai Weiwei è un fermo sostenitore dei diritti umani e della libertà di parola; nel 2012 ha ricevuto il premio Václav Havel Creative Dissent per i diritti umani e nel 2015 il premio Ambasciatore della Coscienza per Amnesty International.
Di recente è stato impegnato in una grande retrospettiva a Palazzo Strozzi a Firenze, dal titolo Ai Weiwei Libero. Una mostra che ha fatto molto discutere critica e pubblico, per via dei ventidue gommoni di salvataggio arancioni collocati sul prospetto del palazzo, come simbolo e denuncia dell’emergenza umanitaria della migrazione.

 
 

Ai Weiwei. Odyssey il diario fotografico

 
 

Credits

Artista: Ai Weiwei
Promossa da: Comune di Palermo – Assessorato alla Cultura e Amnesty International Italia
Organizzazione: ruber.contemporanea

Luogo: Zac – Zisa Arti Contemporanee Cantieri Culturali alla Zisa
Opening: 23 aprile 2017 – ore 19,30
Durata: dal 23 aprile al 20 giugno 2017
Orari: da martedì a domenica dalle ore 9.30 alle ore 18.30. (Ultimo ingresso ore 18. Chiuso il lunedì)

Coordinamento Progettuale: Antonio Leone
Texts Research: Giulia Ingarao
Progetto Grafico: Donato Faruolo
Coordinamento esecutivo: Arch. Giuseppe Pulvirenti
Consulenza tecnica: Arch. Salvo Schiavo

Allestimento tecnico: esolution
Supporto allestitivo: Giuseppe Gelarda, Antonino Prestigiacomo, Nadia Spanò, Elisa Giardina

In collaborazione con: Accademia di Belle Arti di Palermo | dICODA Dipartimento di Comunicazione e didattica dell’Arte
Ufficio Stampa: Civita. Amnesty International
Responsabile Comunicazione e social media: Virginia Glorioso
Social media manager: Daniela Tomasino

Per Amnesty International Italia: Francesca Cesarotti, Flavia Citton, Antonio Marchesi, Riccardo Noury
Organizzazione materiali didattici: Francesca Renda

 
Odyssey photo copyright Ai Weiwei
Benito Frazzetta, photographer