Copertina dell’articolo TEDxGela CUNTU 2026: il progetto visivo di e-solution

TEDxGela 2026, CUNTU: progettare l’identità visiva di un racconto collettivo

Il 10 ottobre 2026 il Teatro comunale Eschilo ha ospitato la sesta edizione di TEDxGela. Il tema scelto, CUNTU — Numeri che contano. Parole che raccontano. Immagini che rendono conto, ha dato forma a una giornata costruita intorno a un’idea precisa: i numeri hanno bisogno di storie per diventare comprensibili, mentre le storie acquistano responsabilità quando si confrontano con i fatti.

Per me è stato un evento vissuto da una prospettiva doppia. Faccio parte del team organizzativo e, con e-solution, ho curato il servizio visuale e grafico: dall’interpretazione del tema all’identità dell’edizione, fino agli strumenti visivi utilizzati per presentare l’evento e i suoi protagonisti.

Questa continuità progettuale si è costruita anche attraverso la collaborazione con Tiziana Franco e Vincenzo Lo Blundo, componenti del team organizzativo e titolari dell’evento, ai quali mi lega un’amicizia di lunga data. Essere stato scelto anche per questa edizione conferma una fiducia professionale consolidata e rende ancora più significativo lavorare insieme: una relazione in cui conoscenza reciproca, responsabilità e visione comune contribuiscono alla qualità del progetto.

Non ho lavorato a un semplice rivestimento grafico. Ho costruito un sistema capace di tenere insieme il significato di CUNTU, la riconoscibilità di TEDxGela e la concretezza della produzione. Essere dentro il gruppo di lavoro mi ha permesso di vedere il progetto non soltanto come designer, ma come parte di un processo collettivo fatto di contenuti, persone, tempi, spazio e responsabilità.

CUNTU: una parola, due direzioni

In Sicilia il cuntu è il racconto: la parola che tramanda memoria, crea relazione e dà un ordine all’esperienza. Ma cuntu è anche il conto: misura, riscontro, responsabilità verso ciò che si afferma e verso gli effetti delle proprie scelte.

Questa doppia direzione è diventata il centro del progetto visivo. La comunicazione doveva conservare il calore del racconto e, nello stesso tempo, mostrare metodo, costruzione e verificabilità. Da qui nasce la convivenza tra segno manuale e disegno tecnico, tra acquerello e linee di costruzione, tra materia e struttura.

L’immagine della lampadina non è stata usata come simbolo generico dell’idea. È stata trattata come un oggetto in formazione: il bulbo accoglie il pensiero, il filamento collega racconto e rendiconto, mentre i cinque segni rimandano alle cinque lettere della parola CUNTU. Le annotazioni, gli assi e le tracce progettuali lasciano visibile il processo. L’idea non appare già conclusa: prende forma, viene osservata, misurata e resa comunicabile.

La palette unisce il rosso TEDx al blu profondo e a toni caldi e cartacei. Il fondo materico, il tratto a matita e le campiture ad acquerello danno alla grafica una qualità umana senza perdere precisione. Era importante evitare sia una freddezza eccessivamente tecnica sia un’immagine folkloristica della Sicilia: CUNTU doveva appartenere al territorio, ma parlare un linguaggio contemporaneo.

Dal tema a un sistema visivo coerente

Un’identità per un evento funziona quando riesce a cambiare formato senza perdere la propria voce. Il lavoro ha quindi coinvolto più livelli: il segno dell’edizione, i materiali istituzionali, la comunicazione digitale, le grafiche dedicate agli speaker e gli elementi necessari a mantenere continuità prima, durante e dopo l’evento.

La serie degli speaker è stata progettata come una galleria unitaria. Ogni ritratto conserva l’identità della persona, ma entra nella stessa grammatica visiva fatta di matita, acquerello, geometrie leggere e spazio respirato. Non volevo creare sette locandine indipendenti: volevo che ogni volto fosse riconoscibile come parte dello stesso racconto, senza diventare uniforme o anonimo.

Sul palco si sono incontrati ambiti molto diversi: la psicoterapia con Daniela Uslenghi, la scuola con Eleonora Orsi, il teatro e la tradizione del cunto con Gaspare Balsamo, la ricerca e la diagnostica molecolare con Giulia Minnucci, la gestione culturale con Marina Valensise, l’architettura, la scultura e la scenografia con Matteo Raciti, la musica con Peppe Lana. Questa pluralità ha reso visibile il senso del tema: non esiste un solo modo di contare, raccontare o rendere conto.

Il concorso fotografico: l’immagine come testimonianza

All’interno del progetto ho ideato anche un concorso fotografico legato al tema dell’edizione. L’obiettivo era estendere il significato di “immagini che rendono conto” oltre la comunicazione ufficiale dell’evento e trasformarlo in un invito a osservare.

La fotografia, in questo contesto, non è pensata come semplice immagine bella o decorativa. È una scelta di punto di vista: seleziona un frammento della realtà, lo rende visibile e chiede a chi guarda di interrogarsi su ciò che racconta. Il concorso nasce quindi come esercizio di attenzione e responsabilità visiva, capace di collegare esperienza personale, territorio e racconto collettivo.

Vivere TEDxGela dall’interno

Quando si vede un evento concluso, tutto sembra accadere in poche ore. In realtà, dietro quella giornata c’è una costruzione lunga: definire un tema, curare le relazioni, coordinare persone e strumenti, trasformare contenuti diversi in un’esperienza leggibile e coerente.

Far parte del team organizzativo e, nello stesso tempo, assumere la responsabilità del progetto visivo significa lavorare continuamente tra visione e fattibilità. Ogni scelta grafica deve sostenere il contenuto, adattarsi agli usi reali e arrivare correttamente alla produzione. Il visual non può essere aggiunto alla fine: deve accompagnare il progetto fin dall’inizio e contribuire al modo in cui l’evento viene riconosciuto, compreso e ricordato.

È questo il punto di vista che porto nel mio lavoro con e-solution. Grafica, stampa, allestimento e strumenti digitali non sono compartimenti separati, ma parti di un unico processo. CUNTU è stato un progetto particolarmente significativo proprio perché ha richiesto di tenere insieme identità culturale, rigore progettuale, comunicazione e realizzazione.

Dopo l’evento, il racconto continua

TEDxGela è un evento TEDx organizzato in modo indipendente e inserito in una rete internazionale di idee. La giornata del 10 ottobre si è conclusa, ma il valore dei talk e delle immagini continuerà nel tempo attraverso i contenuti, le conversazioni e le interpretazioni che sapranno generare.

Per me CUNTU lascia anche una conferma professionale: un’identità visiva riesce davvero quando non si limita a rappresentare un progetto, ma ne rende leggibile il pensiero. Deve saper raccontare, misurarsi con la realtà e, infine, rendere conto delle proprie scelte.

Approfondisci l’edizione sulla pagina ufficiale TEDxGela 2026, visita il sito TEDxGela e segui TEDxGela su Instagram e Facebook.

Se stai progettando un evento e vuoi costruire un’identità capace di arrivare con coerenza dal concept alla produzione, parliamone.

Progettazione grafica, servizio di stampa e web design.
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